LE CHAT NOIR

La gloria del gatto nero la dobbiamo alla Francia e a un gatto randagio: Amoureux. Che creò nientemeno che un Cabaret di artisti e intellettuali controcorrente: lo Chat Noir! Qualcosa che segnò un’epoca.
Quando Amoureux, nel 1881, cadde da un lampione sulle spalle di Rodolphe Salis, un caposcarico artistoide disoccupato che si aggirava per le vie di Montmartre a Parigi cercando un’idea per fondare un Cabaret diverso dagli altri, l’idea gliela portò lui! Fu un vero lampo di genio: fondare un locale nuovo, non come quelli che fornivano orchestrine, birra e panini ai piccoli borghesi che arrivavano il fine settimana da Parigi e agli artisti locali, ma, in barba alle muffite superstizioni, e in omaggio alla libertà di pensiero, un locale di artisti, per artisti e per chi amava gli artisti! Ovviamente gli artisti veri, non quelli sanciti dal sistema delle Accademie. Anzi, meglio ancora, per quelli rifiutati! Poeti e cantautori. Chiamandolo Il Gatto Nero, il che diceva tutto.
Lo Chat Noir nacque così e avrebbe segnato un’epoca come un qualcosa che non si era visto mai, in armonia col nome di una creatura libera, fantasiosa, indipendente, che era stata perseguitata dal fanatismo. Lotterà con l’arma dell’ arte contro superstizioni e scongiuri. Sarà il fulcro e il luogo di coesione delle libere intelligenze dell’epoca, poeti, pittori, scrittori, e gli esclusi dalle Accademie e dal paludamento, dalla cultura ufficiale. Al Cabaret si affiancherà il giornale, che vedrà le firme di Victor Hugo, Henri Rivière, François Coppée, Maurice Maeterlinck, Pierre Loti, Camille Saint-Saens, André Gill, Verlaine, e molte altre penne anticonformiste. E i suoi artisti si scatenarono, primi fra tutti Villette e Steinlen che ritrasse Amoureux in numerose affiches incantevoli. Mentre un’insegna in ferro battuto con una felina sagoma nera salutava i clienti e gli amici!
Da allora nacque la canzone d’autore, a volte maledetta, sempre controcorrente, e che ebbe per figli gente come Brassens, Ferré, Brel, Tenco, Endrigo, de André, e molti altri.
Ma una cosa è certa: il gatto nero era nuovamente salito sul podio e, come era giusto perché le epoche cambiano, con lo Chat Noir era divenuto il piccolo Dio di tutti coloro che ponevano ragione e libero pensiero e libertà al di sopra di tutto. L’Icona di artisti e intellettuali.

 

Marina Alberghini

 

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