8 MARZO 2018 ore 21 GATTI DA OSCAR

CRAZI CAT CAFé

Via Napo Torriani, 5
GATTI DA OSCAR

LA RICOMPENSA DEL GATTO

Il Crazy Cat Cafè, l’8 marzo,alle 21.00, propone la proiezione del film 

Obbligatoria la prenotazione.

L’ingresso costa 3 euro che saranno devoluti a Mondo Gatto

La ricompensa del gatto (猫の恩返し Neko no ongaeshi?) è un film d’animazione giapponese del 2002, diretto da Hiroyuki Morita e prodotto dallo Studio Ghibli. Si può considerare uno spin-off del film I sospiri del mio cuore, in cui comparivano in ruoli minori due protagonisti della storia.

LA STORIA

Haru è una ragazzina goffa e timida, perennemente in ritardo a scuola. Un giorno salva la vita a un gatto che sta per essere investito da un camion: questo si alza su due zampe e la ringrazia in un perfetto giapponese. Da quel momento la vita di Haru non sarà più la stessa: il Regno dei Gatti, in debito con lei, le propone di divenire sposa del loro Principe. Haru è spaventata e incuriosita ma, prima di essere rapita, Haru si rivolge ai misteriosi felini Baron e Muta in cerca di aiuto.
I più attenti e documentati tra gli amanti dello studio Ghibli hanno di certo riservato un luogo speciale nei loro ricordi per I sospiri del mio cuore e, forse, si ricorderanno di un curioso gatto abbigliato come un Lord. Il toccante capolavoro del prematuramente scomparso Kondo Yoshifumi riservava solo incursioni sporadiche nel mondo del mistero e del fantastico, ma in una di queste compariva Baron, scultura di elegante gatto bipede destinata, in determinate circostanze, a prendere vita. Il film che Morita Hiroyuki costruisce attorno al personaggio di Baron è una spensierata fiaba di 75 minuti, totalmente ascrivibile alla tradizione Ghibli per la cura nei disegni e la capacità di confezionare personaggi adorabili, ma assai lontana dal canone dello studio per approfondimento psicologico e pregnanza della vicenda. Il viaggio che Haru compie nel Regno dei Gatti, mutuato in parte da “Alice nel Paese delle Meraviglie” e in parte dalla favola del Principe Schiaccianoci, corrisponde molto labilmente a un percorso di crescita della ragazza: quel che si può intuire sul piano allegorico non va oltre qualche cliché (la trasformazione comportamentale e fisica di Haru una volta tornata alla realtà quotidiana) e qualche personaggio appena abbozzato (la migliore amica di Haru). A dominare sono le stranezze del Regno dei Gatti, incluse in un segmento corposo del film, che interrompe bruscamente il percorso atteso e dirotta la narrazione verso il puro escapismo. L’approccio di Morita svuota il formato Ghibli dei contenuti peculiari di Miyazaki o Takahata per ridurlo a un film di animazione rivolto a un target infantile, seppur di pregevole fattura. Solo per amanti dei felini senza condizioni, siano essi quelli sorridenti del Cheshire o quelli bipedi ed eleganti come Baron.

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